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Ricette Immorali di Montalbàn: Steak tartare – “il Freddo” del Razmataz

Montalban riesce a parlare di cucina e di enogastronomia in maniera straordinariamente pittoresca. Da grande romanziere noir qual’è disegna su un foglio, descrivendole, le ricette. E come se fossero quadri, le scene di crimini assurdi, le confessioni e i viaggi incredibili si materializzano nel piatto.

Ma c’è un altro aspetto che il racconto esalta e che mi va di sottolineare: Montalban dona a questi piatti una vita proprio come ad un romanzo e sopratutto elevandoli ad oggetto di discussione, di dialogo, di approfondimento e non soltanto di pietanza impiattata pronta per essere consumata. 

Qui faremo la sua tartara di carne (Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale il popolo nomade dei tartari, originario dell’Asia centrale, non avendo tempo per cucinare, poneva la carne essiccata sotto le selle dei propri cavalli per trovarla ammorbidita al momento del pasto. FONTE WIKIPEDIA) che fondamentalmente ricalca molto la ricetta originale. Si accompagna decisamente bene ad un piatto di patatine fritte ma nella versione “UovoBarzotto” la posizioneremo su un panino da hamburger e ci metteremo un pinzimonio di verdure fresche che fa molto primavera/estate. In altri post le “pittureremo” con gli ingredienti più disparati chiudendo gli occhi e lasciandoci trasportare, senza ipocriti pregiudizi, in nuove avventure come insegna il maestro Manuel Vàzquez Montalbàn.

“Ecco un piatto di risorsa per furbetti da ristorante, una specie molesta  che cerca di sfoggiare la propria sofisticazione. Ma può anche diventare un piatto eccelso a seconda delle proporzioni in cui si combinano gli ingredienti e a seconda della qualità della carne. Perché il sapore della carne deve imporsi brevemente, appena un decimo di secondo sul palato, sugli oceani di salse e spezie. Mangiare carne cruda è stata un’antica consuetudine umana repressa dalla cultura, proprio quando si è cominciato ad ingrassare il bestiame con gli ormoni. Mangiare ciò che si ama è un oscuro desiderio a volte intravisto, come un paesaggio profondo, dalla frontiera dell’allattamento. Orbene, subito dopo l’allattamento, viene lo steak tartare e il tuorlo d’uovo è come una luce che diventa carne, come le parole diventano cose. Il tabasco non è indispensabile, ma poche gocce eccitano il cervello sud del corpo umano.

da Ricette Immorali di Manuele Vázquez Montalbán

ingredienti e procedimento dell’autore

150 grammi di filetto di manzo macinato

1 tuorlo d’uovo

1 cipolla rossa

1 cucchiaio di capperi

1/2 cucchiaio di senape

1 cucchiaio di olio

sale, pepe, paprika

1 cucchiaio di prezzemolo tritato fine

salsa Worchestersauce (facoltativo)

salsa ketchup (facoltativo)

tabasco (facoltativo)

“Lo steak tartare è uno dei rarissimi piatti in cui, per assai remoto atavismo, la carne si mangia del tutto cruda. Il modo più diffuso di presentare il manicaretto, vuole la carne posta in mezzo al piatto a formare un piccolo turbante, con il tuorlo d’uovo intatto all’interno e le diverse guarnizioni in mucchietti che circondano lo steak. Le salse e i condimenti vanno presentate a parte e ciascuno se ne servirà a piacimento dopo aver mescolato a dovere tutti gli ingredienti principali.”

IO PERSONALMENTE LA SERVO COSÌ…E LO CHIAMO “IL FREDDO”.

image

Buon appetito!!! Samuele

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