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Barcellona. La fiesta.

Barcellona. La festa.
Pensare di fare altri 6 giornate intense dopo quelle vissute al Mugello non posso negarlo, mi facevano paura. È sempre la prima volta che viaggio così tanto in così poco tempo. Si tratta di un lavoro veramente unico, eccezionale, fuori dagli schemi.
Ti mancano i movimenti di casa, ti manca la famiglia, quando torni sei strafelice di riabbracciare i tuoi cari ma consapevole che tra un po’ ripartirai. Partire è adrenalina ma tornare è un’emozione.
Ogni volta è un po’ la stessa cosa nei movimenti ma un po’ diversa nelle circostanze. Ormai l’aeroporto di Bologna è come quando ti svegli di notte per andare in bagno, assonnato, al buio ma arrivi sempre a destinazione senza inconvenienti di percorso. Tra un po’ saluti i baristi come quelli dove vai a fare colazione tutte le mattine nella tua città. È un po’ così. Eppure per me non è ancora routine. Ancora c’è adrenalina, curiosità, scoperta, timore, determinazione.
Ti senti un cittadino del mondo, si prende l’aereo come si prendeva l’autobus per andare a scuola o il treno per l’università. Uguale.
In 90 minuti sei ovunque in Europa. Tempo di una partita di calcio e al fischio finale ti ritrovi catapultato in luoghi diversi, lineamenti diversi, colori diversi, sguardi e lingue diversi.
Mi piacerebbe sapere meglio le lingue. Non solo l’Inglese, che dovrei molto approfondire, ma il Francese, lo Spagnolo, perché no anche il Tedesco. Mio figlio mi piacerebbe lo facesse. Il mondo è grande e lui dovrà sapersi muovere.
Nel momento in cui sto pensando e scrivendo è appena iniziata la sesta tappa. Quella del giro di boa. Siamo a metà percorso. Poi pausa e si torna indietro fino a concludere a novembre dove avevamo iniziato: Spagna.
Ma ancora è lunga e vale la pena soffermarsi su quello che abbiamo vissuto fino ad oggi.
Si diceva Barcellona. Questa volta non da turista ma da cuoco Ducati. Hahha ma chi l’avrebbe mai detto? Dopo tantissimi sacrifici evidentemente qualcosa di buono fino ad oggi l’ho fatto e questo lo voglio prendere come un premio.
L’odore di bacon comincia a nausearmi! E pensare che gli inglesi lo mangiano dalla mattina alla sera…ottimo per tutte le ore. Anche freddo!!!! Mah.
Le padelle di ghisa sembrano sempre più pesanti…ma non dovrebbe essere il contrario? Non ho mai sentito padelle così ignoranti. Non a caso dalla spalla destra al gomito son tutto un dolore…ma si va avanti. Il servizio prima di tutto e il pubblico felice. Questo è l’obiettivo di un cuoco, può cascare il mondo ma così deve andare. E così fino ad oggi è stato.
Il servizio scorre velocissimo, nemmeno ti accorgi delle persone che entrano, fanno colazione e scappano veloci come una moto. Il sottofondo dei motori che girano è costante. Tutti ospiti del nostro ospitality, tutti affaccendati a vedere le moto, le gomme, i motorhome degli sponsor, le scuderie, le prove ma sopratutto a caccia della foto con i protagonisti: i piloti.
Purtroppo Jorge Lorenzo non ha ancora un gran feeling con la sua moto ma confido che il tempo lo aiuti a capirla e a “domarla” come necessita una Ducati da MotoGP. Problema che “il Dovi” come lo chiamiamo tutti evidentemente non ha. Sta facendo un campionato pazzesco, il feeling con la moto sembra sempre più forte. Va forte il ragazzo, va veloce. Dopo la vittoria del Mugello c’era entusiasmo e chiaramente tutti speravano in un altro exploit del Dovi, ma la Ducati è difficile a detta di tutti.
Sembra quasi una giustificazione quando qualcosa non funziona. Non certo per il Dovizioso di questo periodo. Va come un treno, anzi di più e quando guardi la corsa e sai che hai gli stessi colori del numero 04 ti senti parte di qualcosa di grande. Quando lo vedi passare gli avversari, a velocità improbabili per persone umane, sei orgoglioso d fargli le uova strapazzate tutte le mattine. È una piccola gratificazione ma me la tengo tutta!!!
Seconda vittoria consecutiva, è festa grande. La sera con tutto il team, c’è anche quello di Lorenzo, siamo stati invitati in un club di Barcellona. Balli, urla, bevute, divertimento grande festa per il Dovi, 2 vittorie consecutive della Ducati sono anni che non accadevano. E di un Italiano oltretutto!!!
Che serata, che ricordi, che risate!!!
La volete sapere tutta? Io non ci sono andato.
Ebbene sì sembrava che le gambe e le ginocchia avessero il controllo del mio corpo. Ho provato a chiederle di portarmi alla festa ma loro mi hanno inchiodato al letto scherzandomi. Ho dormito credo almeno 10 ore. È tantissimo per me.
Quando torno a Prato c’è la vita vera, quella reale.
Una famiglia che è la mia vita, un ristorante da mandare avanti, un sacco di cose da rimettere a posto e un sacco di cose ancora da programmare. Perché non è finito niente. Il tempo per festeggiare tornerà.
E se così non fosse per me ogni ritorno a casa è motivo di festa.
Perché per me partire è adrenalina…ma tornare è un’emozione.
#forzaducati #desmodovi

s.

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