Autore: Samuele Becagli

Barcellona. La fiesta.

Barcellona. La festa. Pensare di fare altri 6 giornate intense dopo quelle vissute al Mugello non posso negarlo, mi facevano paura. È sempre la prima volta che viaggio così tanto in così poco tempo. Si tratta di un lavoro veramente unico, eccezionale, fuori dagli schemi. Ti mancano i movimenti di casa, ti manca la famiglia, quando torni sei strafelice di riabbracciare i tuoi cari ma consapevole che tra un po’ ripartirai. Partire è adrenalina ma tornare è un’emozione. Ogni volta è un po’ la stessa cosa nei movimenti ma un po’ diversa nelle circostanze. Ormai l’aeroporto di Bologna è come quando ti svegli di notte per andare in bagno, assonnato, al buio ma arrivi sempre a destinazione senza inconvenienti di percorso. Tra un po’ saluti i baristi come quelli dove vai a fare colazione tutte le mattine nella tua città. È un po’ così. Eppure per me non è ancora routine. Ancora c’è adrenalina, curiosità, scoperta, timore, determinazione. Ti senti un cittadino del mondo, si prende l’aereo come si prendeva l’autobus per andare a scuola …

Inzimino speziato di gamberi e riso basmati. gluten free.

Ottimo anche tiepido questo piatto si associa benissimo al caldo afoso di metà giugno. Sebbene il riso vi faccia sudare al solo pensiero considerate che questo è basmati quindi più digeribile e molto più “light” in un certo senso. Inoltre verrà completamente lavato una volta cotto quindi liberato dall’eccesso di amido che contiene. Ma senza indugiare troppo procediamo con la ricetta. Ingredienti x4 persone più o meno Riso Basmati cotto secondo le indicazioni della confezione (restate indietro di un paio di minuti) Spinacini in foglia. Una confezione grande. Consideriamo che una volta cotti tornano molto pochi. Gamberi interi 2/3 a persona grandi. Ok anche i congelati. Gamberi o code già puliti circa 250 grammi. Bene anche i congelati. Per il fumetto. 1 cipolla/1 costa di sedano, 1 carota, 1 pomodoro. 2 litri di acqua. Paprika q.b. 1 cipolla non tanto grande – puliamo i gamberi. Togliamoci teste, zampe e coda. Teniamoli da una parte. Togliamo il budellino e buttiamolo. – prepariamo il fumetto di gamberi. In una pentola metteteci le verdure pulite e tagliate in …

Mugello. Macello.

Mugello, macello. Effettivamente le aspettative erano molto alte. Il Mugello, la gara di casa…in ogni senso. File di auto, file di persone con casse di birra, fila per entrare, fila per uscire. E tutto a 30 minuti di auto da casa. Le colline intorno sono uno spettacolo, si vedono riempire di persone e tende dal giovedì fino al sabato per passare una tre/quattro giorni all’insegna del rombo dei motori. Ma non quelli che girano in pista, macché. Quelli sulle colline stesse, quelli che portano le persone per dare gas tutta la notte. Ebbene sì, finché non fondono o scoppiano!!! Inconcepibile per chi non è dell’ambiente vero? Eppure al Mugello ci sta…ma ci sta proprio bene! La passione per i motori trasuda in ogni momento e sopratutto quando iniziano a girare i piloti. Ma il più bello e ormai diventato un mito tra di noi è “l’uomo motosega” tre notti dal giovedì al sabato a far girare la sua motosega come un orologio simulando il rumore del motore…fuori di testaaa!!! Un grande. Il primo GP del …

Prove libere di motomondiale. Le prime sensazioni.

  Quando mi proposero di mandare il curriculum onestamente non credevo di essere chiamato. E infatti così fu…poi come spesso accade (non sempre per la verità) una seconda telefonata mi chiedeva la disponibilità per essere il responsabile delle colazioni. Ovviamente la risposta fu SI. Ogni condizione presentata mi è andata bene. Il treno passa una sola volta e bisogna prenderlo. Voglio ricordarmi questa fantastica esperienza come una delle più “strampalate” che potrò mai vivere…non ha paragoni con tutto ciò che ho mai fatto fino ad oggi. In continuo movimento, frenesia prima del servizio, tutto deve essere perfetto. Poi 1 ora di “caos organizzato” e infine la quiete…dopo la tempesta. Pausa per rilassarsi e forza ripartire per il successivo servizio. 18 ore consecutive. Una miriade di piatti, piattini e finger che passano davanti. Devono essere sempre diversi, sempre intriganti, sempre al passo di gara. Già la gara. Alla prima tappa, Jerez de la Frontera, sono riuscito un paio di volte ad uscire nel paddock ed incrociare una discreta folla di appassionati che si guardano attorno circondati …

“L’Avocado” del Diavolo…e il suo Bagel.

Ma chi l’avrebbe mai creduto. Il BRUNCH, questo modo troppo Americano di colazionar/pranzare ormai affascina anche noi…c’è chi lo denigra…a noi piace. Si possono sperimentare nuove salse, nuovi modi di cucinare le uova, nuove farciture che ricordano tantissimo la New York dei primi del 900, con il suo fascino, la sua forza, le speranze, le tradizioni di tutto il mondo oramai note nel nostro immaginario come icona del passato/presente/futuro. Così come i mitici “bagels”introdotti a New York dagli immigrati Ebrei provenienti dall’Europa dell’est. Qui di seguito la ricetta!!!! La farcitura la faremo con una favolosa crema messicana piccante all’avocado, tabasco e pollo…cooooool!!!! INGREDIENTI PER 10/15 BAGELS 750 di farina tipo 0 1 cucchiaino e 1/2 di lievito istantaneo secco 1 cucchiaino di sale 380 ml di acqua tiepida 2 cucchiai e 1/2 di sciroppo di zucchero di canna 2 cucchiai di olio di oliva semi di sesamo e di papavero per la guarnizione   INGREDIENTI PER LA BOLLITURA acqua quanto basta 1 cucchiaio di fecola di patate 1 cucchiaio di zucchero di canna liquido 2 …

BRUNCH! Ecco intanto la granola cocco e cioccolato.

In un brunch che si rispetti la granola con lo yogurt non può mancare. Anche se molto meno altisonante delle osannate “eggs Benedict” o delle più popolari “scrambled eggs”, è un must nelle colazioni americane…e non solo! Inventate da quel marpione di John Harvey Kellogg (si sì quello dei cornflakes!!!) nel 1878, è nientemeno che una miscela di fiocchi d’avena, frutta essiccata e miele. Superenergizzante la prossima volta faremo anche le barrette ma adesso via con una GRANOLA AL COCCO E CIOCCOLATO. Buona a colazione quindi in un brunch ci sta benissimo ma io la mangio anche da sola come spuntino….boh, mi piace. INGREDIENTI PER UNA TEGLIA DA 25 X 40 – 400 grammi di fiocchi d’avena – 70 grammi di semi di papavero – 80 grammi di cocco grattugiato – 80 grammi d semi di zucca – 70 grammi di noci Brasiliane ridotte in granella – 70 grammi di granella di nocciole – 70 grammi di farina d riso – 1/2 cucchiaio da caffè di sale – 140 ml di olio di girasole – 40 grammi di …

Le “mamme” ripiene con Mortadella di Prato

Bisogna che sia onesto. A me il carciofo mi ha sempre detto pochino, in termini di gusto personale intendo. Oltretutto quando il mio primo pensiero era per i vini e solo dopo veniva l’abbinamento con il cibo, era uno dei peggiori nemici. Ricco di tannini e di conseguenza dotato di un astringenza naturale, uno dei suoi punti di forza, è molto difficile da accostare ad un buon vino. Almeno da crudo! La cottura invece ne esalta la sua morbidezza, causa la perdita di una parte dell’astringenza e di conseguenza è più facilmente abbinabile. Oltretutto se, come in questo caso, viene riempito il gioco è fatto. Ora che la cucina è diventata fedele amica, il periodo dei carciofi è ricchissimo di opportunità. Ripieno, trifolato, fritto! Pasta, contorno, seconde portate, si può fare in ogni modo. “Mamme”è il termine in toscanaccio del carciofo di San Miniato, tondo, senza spine e parecchio parecchio buono perché molto carnoso e saporito. Qui mi voglio appuntare questa ricetta che lo esalta ripieno (potrebbe essere un grande classico della nonna) ma invece …

Petit Mont Blanc

Il Mont Blanc viene associato spesso e volentieri al periodo Natalizio, le feste, le ferie, le cene tra parenti e amici, Babbo Natale, l’albero e chi più ne ha più ne metta!! È un dolce non troppo usuale dalle nostre parti ma se mi metto a pensare gli ingredienti di cui è composto mi piacciono tutti e nemmeno poco quindi perché non farlo e goderne appieno!?!? Ora o mai più!!! E allora sotto con la ricetta che è molto semplice, un po’ lunga, ma spettacolare. È un dolce sicuramente scenografico (la meringa può fare miracoli) e la tavola o il buffet può avere tutta un’altra storia. Abbiamo parlato di buffet?! Certo. Come vedremo ma sicuramente molte persone già lo sanno, gli ingredienti per il Mont Blanc (le origini sono Francesi come si può facilmente intuire) sono la meringa, la crema di castagne, la panna montata e, in più rispetto all’originale, il cioccolato. Come sempre stravolgo a mio piacimento l’assemblaggio e faremo questi “Petit Mont Blanc” che sono perfetti per una coppia ma anche per una …

Quadrelli morbidi di cioccolato al latte e fior di sale.

QUADRELLI MORBIDI DI CIOCCOLATO AL LATTE E FIOR DI SALE Oggi è appurato il fatto che questo più che un blog sarebbe giusto chiamarlo una “raccolta condivisa di ricette”. Chi ce l’ha il tempo di aggiungere articoli tutti i giorni?  Sarebbe bello effettivamente… Questa comunque me la voglio appuntare perché veloce e giusta, adeguata al periodo anche se, a dire la verità, questi bocconcini morbidi di cioccolato lì si potrebbero gustare tutti i Santi giorni. Personalmente sono un amante del cioccolato fondente ma ho voluto provare a farli di cioccolato al latte almeno anche i più piccoli potranno assaggiarli più volentieri e non sono per niente male! Comunque verranno passati nel cacao amaro quindi non verranno mai a noia…Il pizzico di fior di sale da gustare insieme smorza il dolce e da uno spunto che esalta il tutto. Gli ingredienti per circa 50 pezzi: Latte condensato 400 grammi Cioccolato al latte 400 grammi Zucchero a velo 100 grammi Burro 25 grammi Cacao amaro in polvere quanto basta per rotolarceli dentro… – Prima di tutto preparatevi un contenitore …

La tarte tatin di Ladurèe

La torta di mele è una cosa, la Tarte Tatin è un’altra. E la Tarte Tatin di Ladurèe è il massimo. Quando a gennaio sono stato a Parigi era uno dei “must” in scaletta da provare. Sinceramente ero partito carico di curiosità per un altro grande classico francese e mi ero concentrato più sull’eclairs, su cui farò un altro articolo in seguito perché se lo meritano. Due parole due sui Natali di questa istituzione francese esportata (come sanno fare loro) in tutto il mondo direi in maniera impeccabile. Forse non tutti sanno che…la Tarte Tatin è un errore delle sorelle Stephanie e Caroline Tatin che nella metà circa del XIX secolo avevano un albergo ristorante nella regione di Sologne e più precisamente a Lamette-Beavren. L’una era all’accoglienza dei clienti, l’altra ottima cuoca. Si dice che una sera decisero di scambiarsi i ruoli, così, tanto per non essere sempre rinchiusa in cucina e stare un po’ a contatto con il pubblico (come la capisco!!!). Ok. Locale pieno di cacciatori (la zona è una nota riserva) nella fretta …